23/12/14

75. Lo special natalizio di Uroboria (2014) HD 1.5 ReMIX

Fedeli e infedeli lettori di #Uroboria, «anche quest’anno giunge dello Cristo», per citare l’inizio di un sonetto pilastro della letteratura italiana contemporanea, il momento della nascita: e tutto il mondo consumista occidentale si avvolge nel suo manto di luci sfarzose, superficialità e abuso di proteine.
Che a noi piace tanto, naturalmente.
Anche nella nostra sede si respira la consueta aria di festa, con i caporedattori che hanno ricavato graziosi copricapo ritagliando scatole di panettoni e pandori; il direttore amministrativo ubriaco di vin santo fin dalle undici del mattino; i correttori di bozze che giocano al “panforte” sulla scrivania, facendo a gara a chi lo lancia più vicino al bordo senza però farlo cadere. Ovviamente nella nostra sede non esistono né caporedattori né direttore amministrativo né correttori di bozze, ma questo l’avevate sicuramente capito.
Nonostante la penuria di mezzi abbiamo preparato per voi, come vuole la tradizione, uno sfizioso special natalizio per rendere più liete le festività e tamponare il fastidio di dover condividere il desco con parenti serpenti, molesti e piagnucolosi bambini, suocere arteriosclerotiche e chi più ne ha, più ne metta. È un mondo difficile, ma non temete, ci pensiamo noi ad addolcirvi la vita. Accendete dunque lo stereo, fate partire qualche canzone ad hoc come All I Want For Christmas Is You e godetevi la bellezza di tre(!) poesie a tema, una più bella dell’altra.

* * *

Precedenza al gentil sesso: si comincia con un sonetto di Cecilia Baldini (che ringraziamo di cuore per il contributo), consorte dell’ormai arcinoto Lapo Dini che verrà subito dopo, la quale «è stata ispirata dalla gente che era in spiaggia il 21 dicembre a Sestri Levante» e ha voluto immortalare il fatto. I più impegnati socialmente potranno, se lo vorranno, lasciarsi sedurre da una certa vena catastrofista che caratterizza la poesia.

Dopo tante lune or qui mi metto

Dopo tante lune or qui mi metto
A narrar, già che tu, amico, mi nomini,
Del duemilaquattordici anno domini
Il torrido Natal, nel mio sonetto.

Cola il sudor nei piumoni sul letto
E 'l riscaldo central brucia i condomini,
Sì che il costume ripescano gli uomini
E depongono il felpato giubbetto.

E anziché cuocere in brodo il cappone,
Liete famiglie se n'vanno in Riviera
A crogiolarsi sul lido assolato.

Chissà se i bimbi vedranno in gommone
Santa Claus arrivare in canottiera,
Con a bordo il carretto del gelato?

* * *

Mentre la gente si faceva i bagni di sole in Liguria (beati loro: gli sfigati della bassa Toscana sfoggiavano piumini all’ultima moda), il solerte Lapo Dini non è certo rimasto con le mani in mano e ha deciso di affrontare anche lui una spinosa questione che puntualmente si ripresenta ogni 25 dicembre: il riciclo dei regali. Di’ la verità, lettore villano, lo hai fatto anche tu. Ecco: bada di non finire come il povero zio Gildo, che è entrato subito nel cuore di chi scrive perché lo immagino come un ometto gagliardo e pacioccone, quello che, quando la moglie va a dormire, si attarda volentieri in soggiorno a guardare film sconci.

Bramisce per Natale, non la renna

Bramisce per Natale, non la renna,
Ma la sirena dei Carabinieri,
Che pur di festa arrestan masnadieri;
Il reato: riciclaggio d'una strenna.

S'arresta la volante in via Ravenna,
Il timor s'impossessa dei pensieri,
Le membra gelan, quando i brigadieri
Armati irrompono in casa dei Penna.

Manette ai polsi, in bocca il panettone
Esce zio Gildo col corpo del reato:
Un'orrida cravatta blu e marrone.

Mal scelse tra i parenti lo cognato
Cui dar la sartorial aberrazione:
Proprio lui gliel'avea prima donata!

* * *

«Cara, non pensi sia ora di cambiargli il pannolino?»

Il Dini fa notare in una chiosa che «poi arrestano anche il cognato per offesa aggravata al buon gusto». Ma no, dai, oggigiorno le ultime mode hipster consentono accostamenti di colore da centro d’igiene mentale. Per concludere questo festival letterario in salsa trash non poteva assolutamente mancare il contributo del Direttore, che da tempo ha abbandonato la struttura del sonetto per dare libero sfogo alla sua fantasia. Il componimento che segue è una filastrocca con protagonista la figura iconica dell’asinello del presepe. Potete recitarla, se volete, ai vostri fanciulli, mentre sbucciate mandarini davanti al caminetto acceso, in attesa di Santa Claus. All I want for Christmas is you…

La fuga del somaro

Tra un pastore e il Bambinello
Nel presepe di famiglia
È scoppiato un parapiglia
Perché manca l’asinello.

«Dunque andatelo a cercare:
Egli ha un ruolo nel Vangelo;
Nella paglia mi congelo
E mi deve riscaldare!

Se non torna il debosciato»,
Dice agli angeli il bambino,
«È già scritto il suo destino:
Finirà nello stufato!»

(A queste parole, il bue ha un sussulto)

Tutti pronti alla partenza:
La perpetua e il carbonaio,
Il nostromo ed il lattaio
(Con un bel cacio di Pienza);

Per trovare il somarello
Che ha lasciato la capanna,
Forse in cerca della manna
O di un litro di Brunello.

Nei mercati di verdura
Si nasconderà il malnato…?
O nell’orto del prelato?
Ma chi c’è nella radura?

Ecco l’asino e una mula –
Tutti accorrono con sdegno
Mentre lui, senza ritegno,
Ansimando se la incula!

«Per la barba di Sansone,
C’è Gesù che è assiderato
E lui fornica beato…
Pure con la protezione!»

È tornato il peccatore
Mesto mesto e spaventato,
Perché sa di aver sbagliato,
Al cospetto del Signore:

«Per favore, Padre Eterno,
Ho peccato e lo confesso;
Ma per un poco di sesso
Forse merito l’inferno?»

«Non l’inferno, ma la griglia!»,
Urla il Cristo al tristo baio;
Poi arriva il macellaio:
«Ti faremo alla scottiglia!»

«Per piacere ve lo chiedo,
La mia carne non è buona!»
Ma Giuseppe lo bastona
E lo mette sullo spiedo.

Per la cena di Natale
Hanno acceso un gran bel fuoco,
Aspettando lieti il cuoco
Con il piatto principale…

E con questa breve storia
Vi facciamo tanti auguri,
Perché in questi tempi duri
Per fortuna c’è Uroboria!

* * *

Se qualche pendaglio da forca ha da ridire sulla metrica, perché anche un idiota sotto acidi saprebbe scrivere in ottonari, beh, provate a mandare una mail a Santa Claus chiedendo di recapitarci lo stafilococco e l’ebola: magari vi darà ascolto.
Così si conclude il nostro special di Natale 2014, sperando che l’abbiate gradito e che, nel frattempo, vostra suocera abbia tirato le cuoia per aver ingoiato un boccone di pandoro di troppo. Buone feste a tutti! Abbiate cura di voi.
Con affetto,


Lo Staff

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