26/08/12

XLII. La strategia dell'alchimista (con omaggio di mia nonna)




Lo so cosa avete pensato, lo so: «Quelli di Uroboria si sono venduti, hanno infestato di banner la virginale tenuta del loro blog!», magari in termini meno aulici. Effettivamente speravamo che il contributo di Google AdSense [R.I.P.] portasse qualche soldino nelle nostre tasche; ma voi che cosa fate? Leggete i post, riflettete sul fancazzismo dilagante tra i ragazzi di oggi, c’insultate e poi passate ai siti porno senza neppure averci regalato un clic. Possibile che non abbiate bisogno di una nuova polizza auto? O di un orologio digitale? O di conoscere donne single nella vostra città? Cosa c’è di meglio di sana letteratura antica e capitalismo comodamente schiaffati in un unico sito? Siete delle vacche incontentabili.
Noi comunque continuiamo la nostra missione. Udite udite, per la seconda volta consecutiva vi regaliamo un saggio di “poesia nuova” del XXI secolo. Giorni appresso un Dini in grande spolvero mi ha fatto leggere l’ultimo sonetto vergato dalla sua baffuta Musa; a me è garbato, e così è stato catapultato su questi lidi. Il nostro autore è evidentemente consapevole di ottenere su Uroboria una maggior visibilità: ecco perché ci affida di buzzo buono le sue creature letterarie. Contento lui…
Argomento del giorno, la lettura scolastica – quindi obbligatoria – di taluni poeti molesti.

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LEGGENDO CERTI BRANI ’N SALAMOIA

Leggendo certi brani ’n salamoia,
Di que’ che rimpinguan i florilegi,
Ne’ licei sempre ’n voga e ne’ collegi,
Coltovi sanza manco avrà la noia.

Come fuste alchimisti ’n una gioia
Trasmutatela, co’ esti sortilegi:
Se scrive di Beatrice o Laura i pregi1,
Anzi del poeta leggete la foia!

Di Giacomino2 il gobbo ’l gran cartame,
Il pascoliano nido romagnolo
E la pioggia del vate Rapagnetta3

Sono aureo scroscio4, e non di pluvio nume,
D’incesto inconfessabile l’asilo,
Mai da sudor bagnato, ma pugnetta.
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Le note in corsivo sono dell’autore.   1. Le donne, più o meno fittizie, idolatrate rispettivamente dall’Alighieri e dal Petrarca.   2. Giacomo Leopardi, per chi non l’avesse capito.   3. Gabriele Rapagnetta, meglio conosciuto con il nome dello zio, D’Annunzio.   4. [Contenuto esplicito!, ndr] Non c’è bisogno di ringraziarmi. Tra le altre cose, questa interpretazione mi è stata riferita, non l’ho inventata io.

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Giacomino il gobbo


Prima di salutarci, lasciate che vi sveli un segreto. Visto che si è fatto cenno all’alchimia, ecco a voi la ricetta per ottenere una favolosa salamoia di capperi (grazie, nonna): prendete un barattolo di vetro; adagiate sul fondo un dito circa di sale grosso; riempitelo dei vostri capperi – selvatici, s’intende – opportunamente sminuzzati; coprite infine il tutto con un’altra manciata di sale. Dopo qualche tempo i capperi, per effetto del sale, perderanno il loro liquido e si ridurranno. Date periodicamente qualche shakerata al barattolo. Se seguirete questi consigli vi  assicuro che la vostra prossima insalata di riso farà faville tra amici e parenti. Se invece non vi garbano i capperi saltate direttamente al capitolo successivo. Bastardi.

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