27/07/12

XL. Il primo (e ultimo) compleanno di Uroboria!


Esattamente trecentosessantaquattro (364) giorni appresso veniva alla luce Uroboria. Era un… boh? Forse un assolato pomeriggio estivo, quale sarà quello – con ogni probabilità – di domani. Da allora molta acqua è passata, lenta ma costante, sotto i nostri mulini: certo, stiamo ancora aspettando i cadaveri sulla riva, proprio come faceva il buon Verga; però siamo abbastanza sicuri che giungeranno pure quelli. Torrenti di lacrime solcano le nostre guance rileggendo lo Statuto Uroboriese; le prime impronte poetiche che Mastro Lapo Dini (il quale sarebbe diventato poi mascotte ufficiale del sito, se ricordate bene) ha voluto regalarci per battezzare questo blog altrimenti vuoto; alcuni dei più bassi stralci di letteratura antica e saggi di erudizione tanto rari quanto inutili…! Holy Zeus, è già passato un anno, vi rendete conto? Tutti dicevano che non saremmo durati una settimana; invece siamo qua a fare i conti con il calendario e con le prime, incipienti zampe di gallina. Posto che i Maya abbiano avuto torto, promettiamo che per il nostro secondo compleanno organizzeremo un vero e proprio raduno in stile Lega Nerd, pieno di f**a (feta! Cos’avete capito?) e attività illecite*.
Ebbene, quanto siamo stati banali e affettati in questo prologo? Non incolpatecene: le nostre Muse si trovano infatti al Bilionaire, a speculare sulla sospetta rotondità addominale di Belen Rodriguez.

Buon compleanno, Uroboria!

Giorgio Baffo. L'espressione dice
tutto
Tra un brindisi e l’altro, naturalmente, vi scodelliamo l’autore del giorno, che al 100% ignorerete: trattasi di Giorgio Baffo (Venezia 1694 – ivi 1768), uomo che, nonostante la posizione altolocata in società e i reiterati impegni politici – fu senatore della Serenissima –, ci ha lasciato un corpus di poesie dialettali davvero notevole. Abbiamo scelto un sonetto in particolare, divenuto sin da subito il nostro nuovo manifesto, la bandiera che d’ora in avanti guiderà i nostri pensieri e il nostro agire nel complicato intreccio dell’esistenza (ci riferiamo in modo particolare alla terzina finale). Se qualcuno di voi pensava che, in un modo o nell’altro, avremmo festeggiato scegliendo la via della sobrietà, ecco, era decisamente fuori strada.

***

EL MONDO A MODO DE L’AUTORE

Se stasse a mi de fabbricar un mondo,
sentì come vorria ch’el fusse fato1;
che ’l caldo fusse sempre moderato,
e che la luna avesse sempre el tondo2.

Senza piova3 el terren fusse fecondo,
e dei frutti nascesse ad ogni trato4,
che stasse el cielo e ’l mar sempre placato,
né ghe fusse animal cattivo o immondo;

che l’omo fusse san, ricco e seguro,
che soo gnessun no ghe ’l portasse via5,
né i ghe dasse un corno del futuro6;

ma sora ogni altra cosa mi vorrìa
che tutti quanti avesse el cazzo duro
per fotter sempre, e fotter chi si sia7.
__________
1. che fosse fatto.   2. che […] fosse sempre piena.   3. Sottintendi che.   4. ad ogni tratto, cioè ad ogni angolo di strada.   5. che nessuno gli portasse via il suo (riferito al precedente seguro).   6. né che gli importasse un corno del futuro.   7. chiunque sia, chicchessia.

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* Cioè illecite partite a Mario Party (l’antesignano di tutti i MP, datato 1998). Se avete pensato a qualcos’altro, magari qualcosa che implicasse lo scambio di fluidi corporei… poveri voi.


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